01 dicembre 2007

Metti una sera a teatro...

Finalmente stasera dopo tanta attesa è il famoso giorno del concerto dei Negramaro al Ponchielli. A dire il vero non sono un loro accanito fans, mi piace la musica... certo, e la loro devo dire che da quello che ho sentito non è per ninete male, quindi spinto dalla curiosità e dalla voglia dopo tanto di assistere ad un concerto, mi sono lanciato in questo viaggio.
Ecco alcuni istanti della nostra serata catturate dal telefono.

Un sentito ringraziamento a quella brava persona che ha pensato bene di mettere su youtube parte del concerto

''L'immenso''


''Giuliano poi sta male''


''Solo per te''


Sono state belle emozioni, l'atmosfera era veramente elettrica, ancora bravi ai Negramaro e grazie a tutti gli amici che con me hanno assistito alla serata.

20 novembre 2007

16 settembre 2007

Week end a Cavalese - domenica

La notte è passata in un attimo, giusto il tempo di fissare tutto quello che ho visto e subito la sveglia mi ha riportato con i piedi per terra. La luce che filtrava dalla finestra lasciava intuire che anche oggi la giornata sarebbe stata buona, peccato però non poterla vivere fino in fondo, il rientro a casa ormai è imminente ed è inutile far finta di niente, quindi forza e coraggio vestiamoci e andiamo a fare la spesa per la colazione, anche oggi desidero che il giorno sia uno di quelli da ricordare.
Mi vesto nel silenzio e con cautela rovisto nella borsa alla ricerca di qualcosa da mettere cercando di non disturbare il sonno di Barbara, mi capita spesso di guardarla mentre dorme specialmente di mattina, mi fa una tenerezza... che tesoro, mi dispiace interrompere il suo riposo...
Dopo questa piccola parentesi vediamo di sbrigarci: infilo le scarpe, metto la felpa, prendo chiavi, zainetto e via. La giornata in effetti promette bene, la temperatura è bella fresca, tutto intorno sembra non essersi ancora risvegliato. Qualche passo in strada per dirigermi verso la forneria ed incontro Beppe con Penelope che già scorrazza per il prato, le fatiche del giorno prima ormai per lei sono un ricordo, anzi sembra più pimpante di ieri. Anche Beppe lo trovo già pronto, la giornata di ieri per lui è stata una piccola passeggiata... giusto due parole di intesa e tutti e tre ci dirigiamo verso il centro del paese con meta la forneria di fiducia per l'approvvigionamento dei beni di primo consumo che il resto della ciurma "richiede" per l'avvio di questa giornata. Al rientro tutti sono già in piedi ed indaffarati nelle manovre di riordino delle camere e preparativi della colazione. Una volta a tavola e con lo stomaco pieno si comincia a ragionare su come organizzare in maniera proficua il resto della giornata, consapevoli del viaggio di rientro. La decisione presa di comune accordo è quella di visitare il paese con lo scopo di portarti a casa qualche piccolo ricordo del posto (soprattuto per la gola...) in modo che possa restare il più a lungo indelebile nella memoria, per poi fare tappa all'agritur Salanzada per il pranzo che sancisce la fine della vacanzina. Completate le spese di routine ed indossati abiti più congegnali per la montagna, da casa ci siamo messi in cammino verso la cascata, da dove un sentierino stretto e tortuoso ai margini del torrente doveva condursi nei pressi dell'agritur. Ora arriva il bello, o meglio... non ero sicuro al 100% che il bivio preso fosse quello giusto, un po' per intuito ed un po' con l'aiuto da casa abbiamo risolto la faccenda passando da una fitta pineta ombreggiante ad un prato assolato tempestato di cacca di mucca... mamma mia quanta ne fanno... ma avranno problemi di stomaco??? Il sentiero ora era segnato, bastava seguire le tracce per andare nella direzione giusta, il ristorante era in vista, solo un altro campo "minato" ci separava dalla meta. Con i piedi sotto al tavolo si sta veramente bene, il pranzo ben servito ha saputo mettere tutti d'accordo e in un clima di piena soddisfazione abbiamo pensato di "rotolare" le pance piene verso un prato il più pulito possibile per distenderci al sole nel più totale relax, infatti così è stato....
La giornata era veramente perfetta un caldo sole brillava in cielo ed un lieve alito di vento sembrava volesse far parlare gli alberi, da lontano le scampanellio del bestiame al pascolo cullava il nostro riposo....
Ma come tutte le belle cose presto hanno una fine, l'inesorabile scorrere del tempo ha dovuto far di prepotenza la sua comparsa ricordandoci che un lungo viaggio in macchina ci attende per il ritorno a Cremona. Intrapreso al contrario il sentiero d'andata siamo tornati verso casa, abbiamo raccolto le nostre cose, riordinato, pulito i locali e caricato le auto. Ora purtroppo è tutto finito, giusto gli ultimi sguardi a quello che stiamo per abbandonare e via verso valle, imbocchiamo l'autostrada e tutto questo diventa parte dei nostri ricordi. Il week end cos' se ne è andato, nel tragitto di ritorno pensavo a quanto si è aspettato e desiderato tutto questo, a come è trascorso, a come poteva essere fatto meglio ed allo spirito di compagnia che ci ha legato.
Ragazzi grazie per tutto quanto... in cuore mio ho vissuto due splendide giornate, il merito è anche e soprattutto vostro... concludo questa breve storia con la speranza di aver lasciato una piccola traccia nei vostri ricordi.
Alla prossima...

15 settembre 2007

Week end a Cavalese - sabato

Ebbene si...
si è da poco concluso questo week end è già ne sento la mancanza, il ricordo delle due belle giornate trascorse in compagnia hanno saputo dare una bella ventata di aria fresca a questo settembre triste in ricordo delle ormai dimenticate vacanze estive.
Lo spirito questa volta era diverso, si trattava di scoprire qualcosa di nuovo non tanto verso i paesaggi magnifici e maestosi che abbiamo potuto ammirare, ma è stato una ritorno verso qualcosa di più profondo che pensavo di aver in parte dimenticato: l'amicizia.
Detta così sembra una riflessione di un vecchio giunto alla fine dei suoi anni con il rammarico di non aver assaporato il piacere di una buona compagnia con cui trascorrere momenti felici, invece si tratta di una riscoperta di alcuni valori a cui un po' per il mio carattere e un po' per scelta avevo in parte dimenticato.
Ma adesso basta... le riflessioni profonde lasciamole nel cassetto e dedichiamoci a rinfrescare quanto e accudo.
Premessa... era già da un po' che pensavo a questa opportunità di sfruttare la casa di Cavalese messa cortesemente a disposizione da Marco per trascorrere due giorni immersi in quel silenzio e pace che solo la montagna sa offrire, ma stavolta ho deciso ,dopo qualche perplessità, di trascorrerla in compagnia di nuove persone, nuovi amici, nuove conoscenze. Dopo un periodo di "preparazione" all'evento avvenuto tra mille dubbi e "paure" la comitiva si è messa in cammino venerdì sera verso le 19.30. Inutile non nascondere l'entusiasmo da parte di tutti nell'affrontare questa cosa, lo spirito che ha mosso la truppa era diverso: chi per un verso non aveva mai avuto occasione, chi pensava a rilassarsi, chi aveva voglia di avventura, chi con l'acquolina in bocca pensava ai succulenti pranzetti e chi voleva mettersi in discussione.
L'arrivo Cavalese è avvenuto senza intoppi in tarda serata e dopo aver famigliarizzato con gli spazi della casa non abbiamo perso tempo a preparare i letti per sprofondare in un sano riposo in vista della giornata di sabato.
La mattina seguente alle prime ore del giorno non sembrano offrirci una bella giornata di sole, una buona colazione abbondante ci ha subito risvegliato dal tepore della notte e l'aria frizzantina ha contribuito a fare il resto.
Barbara, Massimo, Miria, Gianluca, Deborah e Beppe erano pronti ad affrontare la giornata, ma... fermi tutti!!!
All'appello manca qualcuno...


Penelope dai... su da brava scendi dalle scale che la giornata è tutta nostra.




Saliti in macchina con zaini e scarponi al seguito ci siamo avviati verso il parcheggio in val Venegia da dove è partita la vera escursione, non poteva mancare una breve sosta al parco naturale di Paneveggio ad ammirare una nutrita comunità di cervi distesi sul prato.
Ma torniamo a noi... la giornata decisamente è piacevole il sole ci accompagna nella camminata anche se nelle zone d'ombra un bella maglia a maniche lunghe non la si disdegna.

Il gruppo procede deciso a e ranghi serrati, si odono i primi scampanellii, segnale inequivocabile della presenza massiccia di mucche libere al pascolo, ma a qualcuno (forse è più corretto dire qualcuna...) la cosa destava un po' di timore.

Presto raggiungiamo la prima malga (malga Venegia), il sentiero agile e ben battuto scorre velocemente sotto gli scarponi, infatti in breve tempo raggiungiamo anche la seconda (malga Venegiota). Da qui la strada comincia un po' a salire e lasciato il bosco alle nostre spalle si apre una magnifica vallata ai piedi di maestose montagne.












Il cammino si fa sempre più ripido, un continuo susseguirsi di tornati rendono il sentiero tortuoso ma sempre ben tracciato, la stanchezza sopraggiunge, il morale comincia ad affievolirsi, le battute e le scherzose risate sono ormai un passato ricordo, ma alla fine oltrepassata anche l'ultima salita la famosa e tanto attesa baita Segantini è di fronte a noi.

Giusto il tempo di qualche foto di rito...


... e poi finalmente a tavola per recuperare le energie in attesa del ritorno.

Certo che con lo stomaco pieno si ragione meglio, energia e lucidità sono ritornate. Ora si programma il rientro, osservando attentamente la carta della zone, tutti quanto abbiamo deciso non più di ritornare per la strada da cui siamo venuti, ma proseguire per il sentiero fino a raggiungere la malga Juribello per poi prendere la deviazione verso malga Venegia poco distante dal parcheggio dell'auto. I monti alle nostre spalle cominciano ad allontanarsi...

...appena partiti subito qualche dubbio sul sentiero preso interroga la truppa, umori contrastanti interrogano il capofila circa la giusta strada intrapresa, ma con sapiente calma e sicurezza esemplare (ma si dai... ho solo esagerato un po'), la "guida" sa far valere le sue scelte e conduce sani e salvi tutti al punto di arrivo.
Degno di nota il bel sentierino nel sottobosco prima di sbucare nuovamente nei pressi della malga Venegia.

Il ritorno in auto verso Cavalese ha subito una leggera deviazione verso l'agritur Salanzada per una gustosa merenda a base di salumi e dolci tipici della zona, poi risaliti in macchina abbiamo fatto ritorno a casa dove una sana doccia ha ristorato gli affanni del fisico ed un meritato riposo ha ripristinato le ultime energie spese. La cena si è consumata in pizzeria dove le dolcezze della zona hanno ben farcito la pasta croccante della pizza, accompagnati da un po' di birra per alcuni ed acqua per altri, la serata si è conclusa tranquillamente in totale armonia.
Il meritato riposo è quello che conclude questa giornata, stanchi ma felici ci corichiamo pronti per affrontare l'indomani una nuova passeggiata con la speranza di poter ritrovare tutte le condizioni favorevoli di oggi.
Chiuso gli occhi e fatto buio anche dentro di me mi lascio trasportare nel ricordo della giornata rivivendo tutte le emozioni.
A domani.

20 agosto 2007

Etna

Nonostante abbia già visitato il vulcano più alto d'Europa, non ho ugualmente resistito alla tentazione di tornare a rivedere quei paesaggi così affascinati e allo stesso tempo terribili che la natura sa offrire. L'occasione è nata dal desiderio di Enrica e Carlo di poter vedere da vicino un "signor" vulcano, quindi senza nemmeno pensarci due volte abbiamo accolto con vero piacere la loro richiesta.
L'Etna già da MIlazzo nelle belle giornate limpide domina minaccioso tutti i monti del circondario. L'itinerario della giornata prevedeva la visita ai crateri del lato sud del vulcano raggiungendo prima i piedi della montagna dal lato di Zafferana Etnea e poi la salita in auto verso il rifugio Sapienza a quota 1995 metri di altitudine. Abbandonata l'autostrada a Giarre il vulcano era già di fronte a noi, la bella giornata limpida di sole era perfetta, la cima si poteva scorgere alla perfezione, avevamo la convizione che la giornata avrebbe avuto un buon carico di emozioni.
Non appena la strada si impenna il paesaggio cambia, la vegentazione si presenta molto frazionata e grossi accumuli di lava ormai solidificati cominciano a farsi notare, arrivati quasi in prossimità del rifugio ci troviamo davanti uno scenario a dir poco suggestivo e inquietante: enormi distese di cenere e lava ricoprono tutto, solo il tratto di asfalto interrompe le lunghe lingue delle varie colate che nel corso dei secoli hanno segnato questi posti.
Arriviamo praticamente alla fine della strada, da qui bisogna proseguire a piedi, la temperatura è cambiata di molto, l'aria è più frizzante e un forte vento rafficato contribuisce a rendere il clima ben più fresco.
L' ascesa verso i primi crateri suppur vicini risulta molto complicata, complice una forte pendenza e il fondo del terreno friabile richiedeva una certa attenzione su come posizionare i piedi per avere una buona tenuta. Superata questa difficoltà il panorama era molto suggestivo...

... e fin qui tutto bello, poi Enrica ha avuto la brillante idea di prendere la funivia per raggiungere più da vicino la vetta del cratere, che comunque non è possibile visitare il quanto l'Etna seppur addormentato è sempre attivo e quindi costatemente tenuto sotto attenta osservazione. Il problema era convincere Barbarina a salire su queste cabine dondolanti...









... l'impresa, ad essere sinceri non è stata tremenda, dopo un po' di titubanza e paura si è lascita convincere, anche se per tutto il tempo della salita non ha mai mollato il suo sedile, lo sguardo fisso a pupilla sgranata è stato un chiaro segno di tutta la sua tensione, ho apprezzato moltissimo il suo sforzo per vincere la paura e penso che in fondo si sia resa conto lei stessa che nel suo piccolo oggi ha superato una grade prova, mi auguro che non sia solo un episodio sporadico, forza Barbarina...

Con un grande sospiro di sollievo scendiamo dalla cabina, a questo punto la vetta è chiara e ben visibile, ci troviamo a 2580 metri dal mare che si trova esattamete sotto di noi la' in fondo. Tutto intonrno è ricoperto da polvere e detriti neri, un forte vento spazza tutto il versante del monte sollevando polvere nera, la sola strada battuta dalle geep è l'unica via da percorrere, ma la cima è ancora lontana, abbandoniamo la salita una volta resi conto che la missione risulta impossibile visto che il nostro equipaggiamento impovvisato non era adatto alla circostanza...

Ritornati alle cabine abbimo fatto ritorno al pargheggio per consumare il nostro meritato pranzo, dopo l'acquisto di miele e delizie locali ci siamo diretti in auto in direzione mare. La giornata si è poi conclusa con la visita a Taormina e alle sue incantate viette intasate dai molto turisti, stremati dalla giornata con molta calma abbiamo fatto rientro alla base e dopo una cenetta ristoratrice ci siamo concessi il meritato riposo.
Gente che giornata... ho ancora fresco nella mente ogni cosa... spero che il ricordo non si dissolva velocemente e mi consenta di gustare e di poter raccontare il più a lungo possibile tutto quanto... del resto come è possibile scordare!!!!!

13 agosto 2007

Isole Eolie : Lipari

A dire il vero sono un po' in ritardo con i post delle vacanze, la nostra permanenza a Lipari risale precisamente tra il 6 e il 9 agosto. In quel periodo non avendo una connessione disponibile, non potevo aggiornare il blog, di conseguenza ho posticipato la pubblicazione anche di tutti gli altri. Ciò che più mi importa è lasciare traccia di quello che abbiamo vissuto in modo da tenere vive le emozioni.
Lipari... che dire... per me è stata una sorpresa, è stata trascurata durante tutti questi anni perché forse la ritenevo quella meno suggestiva da cui (viste le sue dimensioni risulta la maggiore di tutto l'arcipelago) rendeva all'apparenza meno il senso di isola vera e propria. Il primo impatto appena scesi dall'aliscafo non è stato positivo, uno sciame umano si muoveva nella via principale del paese, auto, scooter, furgoni... cosa non c'era... per di più per raggiungere l'albergo abbiamo perso il passaggio del bus navetta messo a disposizione dall'albergo in quanto l'aliscafo è approdato con quasi un ora di ritardo, quindi con la nostra bella valigia abbiamo attraversato l'intero paese... ed oltre.
Dopo il primo problema, e un po' di nervosismo, siamo entrati in albergo, da qui le cose hanno preso una piega diversa, il posto era incantevole, la camera con vista mare era meravigliosa, la struttura era ben tenuta e curata in ogni particolare, anche la zona terrazzo ara ben attrezzata con ombrelloni ed asdraio a contorno di una magnifica piscina posta in un terrazzo a strapiombo sul mare.
Hotel Carasco













Il primo giorno è stato di ambientamento, abbiamo fatto conoscenza dell'albergo, della strada per raggiungere il centro, le gelaterie, i negozietti più particolari... ma c'era una cosa terrificante che ci attendeva al rientro: la ripida salita per raggiungere l'albergo. Barbarina arrivava in cima sempre in debito di ossigeno con la lingua attorcigliata alle caviglie, tutte le volte mi implorava di portarla in braccio, a dire il vero un tentativo volevo farlo, ma poi per l'incolumità di entrambi ho desistito.
Nei giorni a seguire abbiamo fatto una conoscenza più approfondita con l'isola, con lo scooter ne abbiamo preso le misure scorrazzando per le varie viuzze cercando spiaggette nuove dove poterci rinfrescare dalla calura. In effetti ce ne sono molte, tutte belle, anche il mare non è da meno, le foto qui sotto mostrano panorami e spiagge.

Molto bella anche la vista del'isola di Salina, la foto è stata scattata dalla strada che ci riportava a Lipari.

Dopo il girovagare in scooter ci siamo invece dedicati alle viette pedonali di Lipari, la città vive in un continuo fermento per il flusso turistico a cui è costantemente sottoposta. Bella la cinta di mura del castello al cui interno si trova il museo archeologico, in questo posto vista la posizione strategica della costruzione si può dominare tutto il paese con vista anche del porto turistico.

12 agosto 2007

"Gita a Tindari"

Anche se il titolo potrebbe presagire una serie di delitti, che solo il commissario Montalbano serebbe in grado di risolvere, nel nostro caso invece si tratta soltanto di una giornata spensierata passata ad ammirare le meraviglie che questa terra sa offrire. Raggiungere Tintari non è poi complicato, si trova a circa 30 minuti da Milazzo percorrendo principalmente la strada statale in direzione Palermo. Giunti nei pressi del santuario un ampio pargheggio attende tutti i visitatori, il resto del cammino per raggiungere la sommità del monte può essere fatto scegliendo il modo tradizione delle "gamde in spalla" oppure aiutandosi con autobus navetta per i meno allenati. Il tragitto è comunque breve e anche fatto a piedi non è poi così tremendo, ma non essendoci stato Marco abbiamo pensato alla via più semplice. Al capolinea della navetta ci attendevano altri 100 metri di strada in salita per guingere nel piazzale della chiesa e alla sua suggestiva balconata sul mare, la vista sotto i nostri occhi era incantevole, il sole limpido, il mare chiaro, il vento che scompigliava i capelli, i profuni della vegetazione, il silenzio, la pace... tutto quando era perfetto.
Interessante anche la visita alla zona archeologica dove resti di costruzioni romane di terme e abitazioni ben si integrano con la natura, altrettanto suggstivo l'anfiteatro greco che fu costruito sfruttando la naturale conformazione del terreno con la gradinate rivolte verso il mare e le Eolie.
Sarà difficile, ma vediamo di ricapitolare quanto detto con le foto.